
La vicenda del casello autostradale di Castelnuovo del Garda tagliato dalla programmazione dell'autostrada Brescia-Padova continua ad animare il mondo politico, quantomeno locale. Sull'argomento, infatti, interviene ora anche Ferdinando Emanuelli, sindaco castelnuovese proprio negli anni in cui il progetto della nuova autostazione venne inserito nel piano degli interventi dell'autostrada, molto critico nei confronti dell'operato dell'attuale amministrazione comunale.
«Sono molte in questo periodo le dichiarazioni e le discussioni che riguardano "l'ex futuro casello autostradale di Castelnuovo del Garda"; mi è sembrato quindi necessario intervenire per far conoscere l'opinione di chi è stato tra gli artefici del progetto», scrive Emanuelli. «Per onestà intellettuale devo precisare che insieme a me grande impulso alla realizzazione del casello di Castelnuovo venne dall'allora presidente della Provincia e dell'Autostrada Serenissima Aleardo Merlin e dall'allora presidente di Gardaland, Enrico Ghinato. Ognuno per il ruolo che ricopriva, ognuno utilizzando le proprie risorse e capacità, abbiamo tutti dedicato grandi energie per far in modo che un'opera così importante, vitale direi, per l'economia turistica del lago e per la qualità della vita dei suoi abitanti, venisse dapprima approvata, poi finanziata e finalmente progettata».
L'ex sindaco riferisce dei numerosi contatti con i politici del territorio, i rappresentanti di Veneto Strade (ex Anas), le categorie economiche, e le tante «sollecitazioni ai nostri parlamentari. Molte volte venne convocato dal Prefetto, su mia sollecitazione, il Comitato Provinciale per la Sicurezza proprio riguardo al nuovo casello castelnuovese. Furono necessarie anche iniziative forti per arrivare ad ottenere risultati», sottolinea l'ex sindaco, «come vietare il passaggio per Castelnuovo del Garda della Mille Miglia, ma sicuramente ne valse la pena. E nel 2003 il progetto era pronto e venne presentato ufficialmente. In otto anni di amministrazione eravamo riusciti a ottenere questo importante risultato. Ora mi viene da sorridere leggendo le costernate dichiarazioni di Bernardi che non si capacita di come sia accaduto che il casello improvvisamente non si farà più. Dal 2004 a oggi cosa è stato fatto per verificare lo stato di avanzamento dei progetti e dei finanziamenti, per sollecitare gli organi competenti a dare compimento a quanto già previsto? Quante volte», incalza Emanuelli, «il sindaco è andato a Venezia in Regione o alla Società Autostrade, o a Roma presso i Ministeri competenti ? Quante lettere ha indirizzato al Prefetto, responsabile della sicurezza dei nostri cittadini? In questi sette anni quanti Consigli comunali, magari aperti alla gente come giustamente ha sottolineato l'onorevole Fogliardi, sono stati convocati sull'argomento?».
Continua: «Leggo di iniziative condotte in questi anni: mi piacerebbe vedere l'elenco. Una iniziativa concreta è stata quella di far tornare agricola l'area attorno al "ex futuro casello", segno inequivocabile di quanto si credesse in questo progetto. E poi dicono che i privati sarebbero stati penalizzati dalla sua mancata realizzazione. L'amministrazione li ha penalizzati, rischiando per di più un contenzioso legale, da ricomporre chissà come».
Emanuelli continua la sua critica al sindaco Bernardi che si sarebbe preoccupato talmente poco «di quanto stava succedendo riguardo al nuovo casello, che nemmeno quando ha ricevuto la comunicazione della cancellazione del progetto ne ha compreso l'urgenza, bensì l'ha tenuta nel cassetto della scrivania per un mese prima di darne notizia ai cittadini. Probabilmente altre e più importanti incombenze hanno assorbito l'amministrazione comunale in questi anni; sicuramente è più utile al nostro territorio e alla sua gente un bel giro per il paese al seguito della banda. O forse, come dice l'assessore Loda, in fondo non possono gli amministratori comunali occuparsi di cose più grandi di loro. Come cittadino», conclude l'ex sindaco, «confido nel futuro e quindi auspico che il progetto del casello possa trovare fra qualche tempo nuovi e più determinati sostenitori, che vengano reperite con l'aiuto della politica nuove fonti di finanziamento e che possa quindi venire realizzata questa opera fondamentale, per il bene di tutti».
Giuditta Bolognesi - L'arena

